Eventi Collaterali 2019

Mostre – Concerti – Workshop – Sonorizzazioni

Eventi Collaterali 2019

Mostre – Concerti – Workshop – Sonorizzazioni

RETROSPETTIVA LUIGI DI GIANNI

Biografia Luigi Di Gianni

Nato a Napoli il 20 ottobre 1926, si laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza e subito dopo s’iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia. Dalla fine degli anni cinquanta comincia a collaborare per programmi culturali e film con la Rai. Nel 1958 il suo mediometraggio “Magia Lucana”, realizzato con la supervisione dell’antropologo Ernesto de Martino, vince il premio come miglior documentario nella 19ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 1968 il mediometraggio, “La tana”, viene selezionato al Festival di Cannes. Nel 1975, con “Il tempo dell’inizio”, il suo primo lungometraggio di fiction, vince il Nastro d’argento come miglior regista esordiente. Nel 2009 vede la realizzazione del docufilm “Carlo Gesualdo da Venosa”, con la partecipazione di Milena Vukotic, Roberto Herlitzka e Peppe Barra. Nel 2013, in collaborazione con il Centro Studi sull’Etnodramma di Monselice, realizza il film “Appunti per un film su Kafka (Nella colonia penale)”. Muore a Roma il 10 maggio 2019.

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He was born on 20 October 1926 and graduated in Philosphy from the Sapienza University of Rome. Later he enrolled in the Centro Sperimentale di Cinematografia (Italian National film school). Since the late 1950s he started collaborating with cultural TV programmes and RAI (national public broadcasting company of Italy) films. In 1958 his medium-lenght feature ‘Magia Lucana’, made with the supervision of the antropholgist Ernesto de Martino, won the award for best documentary at the 19th Venice Film Festival. In 1968 the medium-lenght film ‘La tana’ was selected by Cannes Film Festival. In 1975 ‘Il tempo dell’inizio’, his first full-lenght fiction film, won him the award for Best New Director. In 2009 he made the documentary film ‘Carlo Gesualdo da Venosa, starring Milena Vukotic, Roberto Herlitzka and Peppe Barra. In 2013, in partnership with the Centro Studi sull’Etnodramma di Monselice, he made the film ‘Appunti per un film su Kafka (Nella colonia penale)’. He died in Rome on 10 May 2019.

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Directed by: Luigi Di Gianni
Year: 1964
Country: Italy
Running Time: 11’

Plot: On 9 October 1963, a massive landslide detached from the slopes of Mount Toc, behind the Vajont Dem, and fell into the artificial lake below. The water overtopped the dem in a wave of 200 metres which hit the Piave (river in Northern Italy) valley and led to the destruction of Longarone and several villages and towns. On Christmas Eve of the same year, the survivors spent the day watching over the dead.

Vajont (Natale 1963)

Regia: Luigi Di Gianni
Anno: 1964
Paese: Italia
Durata: 11′

Sinossi: La notte del 9 ottobre 1963, un’enorme frana di roccia si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont e piomba nel sottostante lago artificiale. Lo schianto solleva un’onda di oltre duecento metri che, scavalcando la diga, si abbatte sulla valle del Piave, provocando la distruzione di Longarone e di alcuni paesini circostanti. Nel Natale dello stesso anno, i superstiti decidono di trascorrere questo giorno di festa a vegliare i morti.

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Directed by: Luigi Di Gianni
Year: 1968
Country: Italy
Running Time: 20’

Plot: By following Ernesto De Martino’s studies, Luigi Di Gianni continues his investigation of South Italy by analysing the rituals of the province of Avellino and closely following the actions of Zio Giuseppe, a medium and healer working in the hinterland and performing exorcisms on the native people who are convinced to be possessed by demons.

La potenza degli spiriti

Regia: Luigi Di Gianni
Anno: 1968
Paese: Italia
Durata: 20′

Sinossi: Seguendo gli studi di Ernesto De Martino, Luigi Di Gianni continua la propria indagine nel Sud d’Italia, analizzando i rituali della provincia di Avellino e seguendo da vicino l’operato di Zio Giuseppe, medium e guaritore che opera nell’entroterra, praticando esorcismi sulla gente del luogo convinta di essere posseduta dal demonio.

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Directed by: Luigi Di Gianni
Year: 1958
Country: Italy
Running Time: 19’
Produced by: Documento Film

Plot: ‘Magia lucana’, a priceless documentary, was entirely shot in Basilicata: the director gathered sound documents from Ernesto De Martino’s studies; the images show moments of rural life, from the work in the fields to the funerals, passing through propitiatory magical rites

Magia lucana

Regia: Luigi Di Gianni
Anno: 1958
Paese: Italia
Durata: 19′
Produzione: Documento Film

Sinossi: Un documentario dal valore inestimabile, “Magia lucana”, girato interamente in Lucania: nella sua realizzazione raccoglie i documenti sonori degli studi di Ernesto De Martino; le immagini che si susseguono, catalogano momenti della vita rurale, dal lavoro nei campi al lamento funebre, passando per i riti magici propiziatori.

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Directed by: Luigi Di Gianni
Year: 1965
Country: Italy
Running Time: 11’
Produced by: Nexus Film

Plot: In Montesano del Salento (a small town in Southern Apulia), on the occasion of the annual festivities in honour of San Donato, protector of the epileptics and the mentally ill, phenomena and rites similar to those belonging to Tarantism renew: according to the popular belief, San Donato is responsible for the evil but then he grants the grace of being delivered from it.

Il male di San Donato

Regia: Luigi Di Gianni
Anno: 1965
Paese: Italia
Durata: 11′
Produzione: Nexus Film

Sinossi: A Montesano del Salento, per i festeggiamenti annuali in onore di San Donato, protettore degli epilettici e dei malati di mente, si rinnovano fenomeni e riti simili a quelli legati al tarantismo: nella credenza popolare è il Santo stesso che provoca il male e che poi concede a tutti la grazia di esserne liberati.

CESARE ZAVATTINI – IL POETA DEL NEOREALISMO

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On the occasion of the thirtieth anniversary of his death, Laceno D’Oro pays tribute to the Emilian scriptwriter and journalist with the meeting “The poet of Neorealism. In memory of Cesare Zavattini ”. The event includes the screening of the film “La lunga calza verde” (1961, 22 ’) by Roberto Gavioli, taken from a subject by the same writer. Interventions by Orio Caldiron and Nunzio Cignarella (Circolo Immaginazione) are planned.

Ricordo di Cesare Zavattini nel 30° anniversario della scomparsa
proiezione di LA LUNGA CALZA VERDE (1961)
di Roberto Gavioli, da un soggetto di Zavattini

In occasione del trentesimo anniversario della scomparsa, il Laceno D’Oro rende omaggio allo sceneggiatore e giornalista emiliano con l’incontro “Il poeta del Neorealismo. Ricordo di Cesare Zavattini”. L’evento prevede la proiezione del film “La lunga calza verde” (1961, 22’) di Roberto Gavioli, tratto da un soggetto dello stesso scrittore. Sono previsti gli interventi di Orio Caldiron e Nunzio Cignarella (Circolo Immaginazione).

MOSTRE

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The exhibition, whose catalogue is published by ‘CinemaSud’, aims at recalling some of the pivotal moments of Italian cinema by thumbing through the pages of ‘Cinema’ magazine, launched in 1936, after the start of the Istituto Luce and before the beginning of Cinecittà (Cinema studios founded in 1937, during the Fascism) and the Centro Sperimentale di Cinematografia (Italian National Film School). In the early 1940s the magazine became the pivotal forum for a group of young film critics’ concerns and aspirations. They fought for a type of cinema that could represent what Itlay was going through and to reject the oppressive climate of the Fascist dictatorship. Ossessione by Luchino Visconti was the first heated example of the ‘antropomorphic cinema’ desired by the magazine editors. ‘Cinema’ reappeared in newsstands in the last months of 1948 and right from the start it understood the revolution of the cinematographic vision and the ethical and political tension behind the changes Italy was experimenting: these are the main topics of the great films shot after the war. The magazine folded in 1956, right in time to wonder about the new budding directors and the new dynamism of pop cinema.

IL LUNGO VIAGGIO DEL CINEMA ITALIANO «CINEMA» 1936-1956
una mostra di Orio Caldiron e Matilde Hochkofler

La mostra, con il catalogo edito da “CinemaSud”, si propone di ripercorrere alcuni dei momenti più importanti del lungo viaggio del cinema italiano attraverso le pagine della rivista “Cinema” che, nata nel 1936 dopo l’avvio dell’Istituto Luce e prima del decollo di Cinecittà e del Centro Sperimentale di Cinematografia, all’inizio degli anni quaranta diventa la sede privilegiata delle inquietudini e delle aspirazioni di un gruppo di giovani critici che si battono per un cinema in grado di rappresentare la realtà italiana e insieme il loro radicale rifiuto del clima opprimente del regime fascista. Ossessione di Luchino Visconti sarà il primo, incandescente esempio del “cinema antropomorfico” auspicato dalla rivista. Solo negli ultimi mesi del 1948 “Cinema” torna in edicola, cogliendo fin dall’inizio la rivoluzione dello sguardo partecipe e la tensione etico-politica del cambiamento che sono al centro dei grandi film del dopoguerra. La rivista chiude i battenti nel luglio 1956, in tempo per interrogarsi sul panorama dei giovani registi emergenti e sulla rinnovata vitalità del cinema popolare.

ALTRI EVENTI

Angelo Picariello – Un’azalea in via Fani – edizioni San Paolo
Da Piazza Fontana a oggi: terroristi, vittime, riscatto e riconciliazione

«Io so», scriveva su Piazza Fontana Pier Paolo Pasolini, il 14 novembre 1974 sul Corriere della Sera. Il 16 giugno 1968, all’indomani degli scontri di Valle Giulia, a Roma, aveva spiazzato tutti, schierandosi i poliziotti «figli di poveri» contro i manifestanti «figli di papà». Sei anni dopo ancora una volta abbandona il politically correct per denunciare la verità che non arriva per quella strage (in virtù di insabbiamenti, depistaggi, trasferimenti di processi, prescrizioni in corso d’opera) pur essendo già chiara la matrice neofascista. Nel giugno 2005 la Corte di Cassazione sancirà che quell’esplosione del 12 dicembre di 50 anni fa (che fece 17 morti e 88 feriti alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Milano) fu opera di «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo», sebbene i leader non fossero più perseguibili in quanto già assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari nel 1987. Una verità storica (rafforzata dal recente passaggio in giudicato della sentenza “gemella” per la strage di Brescia del 1974) a fronte di una verità processuale mai accertata.
Il movimento della Contestazione venne sconquassato dalla strategia della tensione: dallo stesso filone scaturirono le formazioni rivoluzionari che poi sfoceranno nell’eversione violenta, ma anche i grandi movimenti cattolici, che – nello spirito del Concilio – puntarono invece sul cambiamento della persona e della realtà dal basso. Il libro di Angelo Picariello Un’azalea in via Fani (edizioni San Paolo, ricerca a cura dell’Istituto di studi Politici “San Pio V” di Roma) mezzo secolo dopo restituisce la speranza dopo quegli anni bui. Attraverso la riconciliazione intercorsa fra familiari delle vittime ed ex della lotta armata, e la riscoperta delle antiche radici comuni fra cattolici, rivoluzionari della fede, ed ex rivoluzionari armati che – scontata la pena – hanno riconosciuto i loro errori. Nonostante una strategia cinica abbia spinto il Paese verso lo scontro, alla fine hanno vinto i principi voluti in Costituzione da Aldo Moro, la vittima più illustre degli anni di piombo. Ispiratore dell’articolo 3 sul principio di uguaglianza e del 27, sulla finalità rieducativa della pena. Il fenomeno della collaborazione e della dissociazione ha infatti contribuito a debellare la lotta armata più delle leggi speciali. Una storia che attraversa la città di Avellino, e che include i cosiddetti “irriducibili”, essendosi lo stesso Moro sempre schierato – da giurista – contro l’ergastolo e il concetto di “fine pena mai” che presuppone

DO YOUR MOVIE YOURSELF


QUANDO: mercoledì, giovedì, venerdì pomeriggio.
DOVE: Carcere Borbonico.
La partecipazione è gratuita.

1991. Viennale. Sotto un tendone da circo Werner Herzog invita a parlare un equilibrista, un cosmologo e un mago durante delle lezioni di cinema. Passeggiate in altri territori per inventare il cinema da farsi.

DO YOUR MOVIE YOURSELF riparte da quelle passeggiate e propone un giro del cinema in tre appuntamenti. Intercetta altri universi e cerca nuove angolazioni da cui approcciare la settima arte. Invita ogni partecipante “a farsi i suoi film”, ad esplorare il suo potenziale autoriale attraverso proposte che coinvolgono i cinque sensi.
E poi divagazioni, esplorazioni, incursioni nei bar.

Questo appuntamento vi prepara a una carriera da spettatore ricca di eleganza e sofisticazione e vi fornisce una valigia di strumenti da poter estrarre e utilizzare in diverse altre occasioni a vostra discrezione. Potrete trovare modi di beneficiarne a vostro piacimento, che vi prepariate a ritirare la pensione alle poste, a girare un film o a cambiare la ruota della macchina.

BIO: Simona Rossi conduce da diversi anni un’ attività trasversale in cui il corpo è il punto di partenza per esplorazioni in altri ambiti. Dopo aver studiato cinema al Dams di Roma3 e danza contemporanea al Laban Centre di Londra, lavora come danzatrice per Kinkaleri, Barokthegreat, Ambra Senatore e Loïc Touzé. Conduce laboratori nelle scuole in Francia per cercare con gli studenti diversi modi di raccontare delle storie col corpo. E da aprile lavora anche come guida a Cinecittà

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An all-night-long mixtape to conjure the dancing spirit of the rockest American filmaker, Jonathan Demme: from the Talking Heads and Neil Young to Bruce Springsteen and Robyn Hitchcock, a marathon of videoclips, concert movies and music documentaries shot by the director of Philadelphia and The Silence of the Lambs. Died in April 2017, Demme is the protagonist of the book Qualcosa di Travolgente (the Italian title of Something Wild), curated by Simone Emiliani, only available for the subscribers to SentieriSelvaggi21st two-monthly paper publication. Emiliani will present the book and introduce the flow of notes and images, ballads and distorsion

RETROSPETTIVA JONATHAN DEMME

Un video mixtape lungo tutta una notte per evocare lo spirito danzante del più rockettaro dei cineasti americani, Jonathan Demme: dai Talking Heads a Neil Young, da Bruce Springsteen a Robyn Hitchcock, una maratona di videoclip, film-concerto, documentari musicali diretti dal cineasta di Philadelphia e Il silenzio degli innocenti. Scomparso nell’aprile 2017, Demme è il protagonista del volume a cura di Simone Emiliani Qualcosa di travolgente, disponibile esclusivamente per gli abbonati del bimestrale cartaceo SentieriSelvaggi21st. Emiliani presenterà il libro e introdurrà il flusso di note e immagini, di ballate e distorsioni.

L’arrivo del Lupo. Netflix e la nuova TV a cura di Matteo Berardini
in CUT – I ritagli di Point Blank, Casa editrice Il Menocchio

VHS, DVD, Blu-Ray, streaming. Gli ultimi decenni del Novecento ci hanno portato a un’esponenziale innovazione tecnologica, un progresso costante che ha investito anche i dispositivi di visione, oggi multimediali e onnipresenti. Ma se il medium è il messaggio, come sintetizzava McLuhan, vedere un film in videocassetta o su Netflix è sempre la stessa cosa? O forse ogni mezzo porta con sé abitudini di visione e logiche tecnologiche che cambiano il nostro rapporto con le immagini? È una questione che accompagna la stessa storia del cinema e che oggi si fa ancora più urgente, in un panorama dominato da giganti dello streaming il cui catalogo diventa fruibile su schermi che si moltiplicano e frammentano, dal cinema al cellulare, dal pc al tablet. Dalla necessità di riflettere criticamente sull’argomento nasce questo libro dedicato al mondo di Netflix e al modo in cui lo streaming influenza produzione, distribuzione e fruizione dell’audiovisivo, storico e contemporaneo; lo studio, il primo italiano che si propone di affrontare il fenomeno dal punto di vista artistico e culturale, offre una raccolta di saggi accompagnati da studi di caso e schede interpretative dei film e delle serie più rilevanti. Il tutto gestito da una squadra di critici cinematografici di nuova generazione, provenienti da alcune delle più importanti riviste del settore. Ogni traversata necessita dei suoi strumenti di navigazione, questo testo si propone come bussola, carta e binocolo per un lungo viaggio nelle acque delle nuove visioni in streaming che dominano lo sguardo contemporaneo.

Concerto
Lunaires Live al Godot Art Bistrot

Patrizia Tranchina: Vocals
Danilo Carnevale: Guitar, Soundscapes, Electronics.

Lunaires è il nuovo progetto di Danilo Carnevale e Patrizia Tranchina, un percorso musicale esteso nel tempo dal post- punk dei primi ottanta al post-tutto di oggi. Il punto di approdo di un lungo viaggio musicale che incarna e testimonia due epoche musicali molto lontane e ancora legate, quella del post-punk più diretto e innocente di trent’anni fa e l’elettronica di oggi, al limite di psichedelia, shoegaze e krautrock. Avendo sperimentato l’inizio del post-punk in tempo reale, come precursori, i componenti di Lunaires hanno maturato uno sguardo ampio e una ricchezza musicale che non è facile trovare nelle band contemporanee.