Eventi Collaterali 2018

Mostre – Concerti – Video – Workshop – Sonorizzazioni

Eventi Collaterali 2018

Mostre – Concerti – Video – Workshop – Sonorizzazioni

MOSTRE

ENG version

“Indovina chi contesta a cena” (‘Guess who’s contesting at dinner’) was the title of ‘L’Europeo’ (Italian weekly magazine) on the eve of 28th Venice Film Festival, taking up one of the previous year most successful films, Guess who’s coming to dinner? Before Venice FF, ’68 winds of change were also blowing across Cannes Film Festival and Pesaro Nuovo Cinema. The documentary exhibition, by Paolo Speranza, is based upon Italian papers reports of the time. Its goal is to put into some contest global cinema gust of protest and experimentation in the cultural climate of that year, with a focus on the student movement.

Il Cinema del ’68 cura di Paolo Speranza
Data / 3 Dicembre 2018
Orario / 17.30
Luogo / Cinema Eliseo

“Indovina chi contesta a cena”, titolava “L’Europeo” alla vigilia della 28° Mostra del Cinema di Venezia, riprendendo il titolo di uno dei film di maggiore successo dell’anno precedente, Indovina chi viene a cena? E prima di Venezia, il vento del ’68 aveva sconvolto anche il festival di Cannes e le giornate del Nuovo Cinema a Pesaro. La mostra documentaria a cura di Paolo Speranza, basata sui reportage d’epoca dei periodici italiani, si propone di contestualizzare la ventata di protesta e di sperimentazione del cinema mondiale nel clima culturale di quell’anno memorabile, soprattutto in relazione al ruolo del movimento studentesco.

LEONE FACTORY. Da Roberto Roberti a Sergio Leone, a cura di Orio Caldiron e Paolo Speranza
Data / 3 Dicembre 2018
Orario / 17.30
Luogo / Cinema Eliseo

La mostra – scandita dalle immagini-mito di Torella dei Lombardi, Viale Glorioso, Almeria, Monument Valley, New York, Leningrado – si propone di ricomporre il percorso famigliare che va da Vincenzo Leone a Sergio Leone, recuperando insieme la vicenda del grande artigianato cinematografico italiano dal muto al secondo dopoguerra, dal neorealismo alla Hollywood sul Tevere. Vincenzo Leone, in arte Roberto Roberti, dal teatro passa al cinema all’inizio degli anni dieci come attore e soprattutto regista per la Films Aquila di Torino e poi per la Caesar Film di Roma.
Il suo ultimo film è Il folle di Marechiaro (1951), in cui appare come attore il figlio Sergio, che parteciperà – come assistente o aiuto alla regia, regista della seconda unità, sceneggiatore, attore – a una trentina di film frequentando dall’interno il set del cinema italiano da Ladri di biciclette (1948) a Sodoma e Gomorra (1961).
Il mito della frontiera, tra rêverie nostalgica e rivisitazione ironica, rinasce nei suoi film, da Per un pugno di dollari (1964), che dedica alla memoria del padre firmandolo Bob Robertson, a C’era una volta il West (1968), girata nella Monument Valley cara a John Ford. Straordinario narratore per immagini, si conferma come uno dei grandi maestri del cinema postmoderno con C’era una volta in America (1984), il suo capolavoro. Quando se ne va a sessant’anni il 30 aprile 1989, ha appena concluso gli accordi per la realizzazione del film sull’assedio di Leningrado, l’ultimo sogno.

ALTRI EVENTI

Concerto per Mimmo Lucano con Jabel Kanuteh
Data / 1 Dicembre 2018
Orario / 18.00
Luogo / Godot Art Bistrot

Jabel Kanuteh nasce in Gambia nel 1996
ed è richiedente asilo ospite di un centro accoglienza a Pesaro. Come suo padre e suo nonno lui è un Griot: ovvero “colui che
ha il dono della parola” e suona la Kora un arpa a 21 corde tipica del suo Paese natale. Per secoli i re degli antichi imperi africani hanno consegnato la loro storia ai poeti Griot,
perché potessero raccontarla cantando fra fiere e villaggi. Jabel è in italia dal 2015 dopo dieci giorni di cammino nel deserto e tre giorni di mare, passando per il Mali, Burkina, Niger e la Libia.
Suona la musica tradizionale del West Africa e dei suoi pezzi originali che parlano appunto delle peripezie attraversate durante il suo lungo viaggio. Ha partecipato, tra le altre cose, al Fano Jazz Festival , al Festival internazionale “isole che parlano”, al festival “tradire le radici nella musica 2018” promosso dell’Accademia Chigia di Siena e al festival “Paesaggi Sonori” in Abruzzo.

Data / 2 Dicembre 2018
Orario / 20.15
Luogo / Circolo della stampa
“Corti storici” – archivio del cineclub di Avellino
Durata / 87’

I corti sono stati tutti realizzati dal Cineclub Avellino, particolarmente attivo nel capoluogo negli anni cinquanta e sessanta. Ne l 1949 si costituì a Montecatini la FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) alla quale aderirono i cineamatori irpini, che parteciparono più volte al concorso dei film d’autore, indetto dalla Fedic a partire dal 1950. Il cineclub Avellino ottenne nel 1961, con il cortometraggio “Il pellegrinaggio”, il prestigioso trofeo della FEDIC di Montecatini. Altro corto premiato fu “Il cieco”, che ottenne la targa d’argento alla rassegna internazionale Eur di Roma del 1954. Quasi tutti i corti presentati furono realizzati per quello che riguarda la sceneggiatura e la regia da Angelo Gorruso e Pietro Corrado, che fu a lungo presidente del cineclub. Poco prima della sua scomparsa lasciò al notaio Angelo Gorruso il materiale prodotto dal cineclub, ormai scioltosi da decenni. Le opere che presentiamo provengono da una riproduzione donata proprio da Angelo Gorruso al Centro di ricerca Guido Dorso, che li ha messi cortesemente a disposizione.
Il materiale originale è stato donato alla cineteca nazionale della FEDIC. Si tratta di 8 film in 16mm., 4 in 8mm. e 2 in Super 8, oltre a sette negativi originari. I filmati sono stati revisionati da Mino Crocè e si sta procedendo al passaggio su supporto elettronico.

I film presentati in questa selezione:

1. “Il cieco”
interpretato da Lucio Vicario
realizzato e interpretato da Angelo Gorruso
premiato con “targa d’Argento alla Rassegna Internazionale EUR Roma 1956″
bn/durata: 4’43”

2. “La madre”
realizzato da Angelo Gorruso, Vittorio Fiorentino, Pietro Corrado
interpretato da Giuliana Pirone
e da Gianni Galasso, Pina Martina, Salvatore Marra
bn/durata: 4’58”

3. “quel debole raggio di luce”
interpretato da Pietro Corrado, Lucio Vicario, Peppino
realizzato da Pietro Corrado, Angelo Gorruso
bn/durata: 7’33”

4. “Come andò che…”
prodotto da Antonio Virgilio
realizzato da Angelo Gorruso, Pietro Corrado
colore/durata: 6′

5. “Qualcosa non ci appartiene”
con Lucio Vicario, Maria Titta, Etneo Titta
sceneggiatura di Angelo Gorruso, Pietro Corrado, Vittorio Fiorentino
segretario di produzione Giuseppe Corrado
fotografia Vittorio Fiorentino
prodotto e diretto da Pietro Corrado, Angelo Gorruso
bn/durata: 10’23”

6. “In silenzio”
interpretato da Gennj Visca, Nadia Giorio
soggetto e sceneggiatura di Angelo Gorruso, Pietro Corrado
segretario di produzione Alfredo Bascetta
fotografia di Angelo Pennetti
regia Pietro Corrado
bn/durata: 8’40”

7. “Colori del Laceno”
realizzato da Angelo Gorruso, Pietro Corrado, Carlo Pennetti
colore/durata: 7’57”

8. “Pellegrinaggio”
un film prodotto da Giuseppe Corrado, Angelo Gorruso, Pietro Corrado
soggetto di Pino D’Amore
musiche di Saint Saens, Bach, Vivaldi
realizzato da Angelo Gorruso, Pietro Corrado
bn/durata: 13’54”

9. “Matrimonio bianco”
un film prodotto da Giuseppe Corrado, Angelo Gorruso, Pietro Corrado
con Silvana e Leandro Cosentino
musiche di Beethoven, Bach. Mendelsson
fotografia Neri Papa
soggetto sceneggiatura e regia Angelo Gorruso, Pietro Corrado
bn/durata: 22’10”

ENG version

All the short-movies have been made by Avellino Cineclub, which was particularly active in the 50s and the 60s. The FEDIC (Italian Federation of Cineclubs) was set up in Montecatini in 1949. Avellino film lovers joined the federation and took part in the art film competition, born in 1950, several times. In 1961 the short-movie “Il pellegrinaggio” earned Avellino cineclub the prestigious Montecatini FEDIC award. In 1954 the short-movie “Il cieco” received the silver plaque at Eur Rome international film season. Almost all the short-movies were written and directed by Angelo Gorruso and Pietro Corrado. Shortly before his death, Corrado left notary Angelo Gorruso all the films produced by the cineclub, already melted for decades. All the works presented come from a riproduction given by Angelo Garruso to Guido Dorso Research Centre, which has kindly made them available. The original material was given to FEDIC national film archive and it contains: eight 16-millimiters, four 8mm and two Super 8 films, in addition to seven original negatives. The films were revised by Mino Croce and their digitisation is already under way.

The selection includes:

1. “Il cieco”
Starring: Lucio Vicario
Directed and performed by: Angelo Gorruso
awarded with Silver Plaque at Eur Rome international film season in 1956
Running Time: 4’43”
 
2. “La madre”
Directed by: Angelo Gorruso, Vittorio Fiorentino, Pietro Corrado
Starring: Giuliana Pirone, Gianni Galasso, Pina Martina, Salvatore Marra
Running Time: 4’58”
 
3. “quel debole raggio di luce”
Starring: Pietro Corrado, Lucio Vicario, Peppino
Directed by: Pietro Corrado, Angelo Gorruso
Running Time: 7’33”
 
4. “Come andò che…”
Produced by: Antonio Virgilio
Directed by; Angelo Gorruso, Pietro Corrado
Running Time: 6′
 
5. “Qualcosa non ci appartiene”
Starring: Lucio Vicario, Maria Titta, Etneo Titta
Written by: Angelo Gorruso, Pietro Corrado, Vittorio Fiorentino
Production Manager: Giuseppe Corrado
Cinematographer: Vittorio Fiorentino
Produced and directed by: Pietro Corrado, Angelo Gorruso
Running Time: 10’23”
 
6. “In silenzio”
Starring: Gennj Visca, Nadia Giorio
Written by: Angelo Gorruso, Pietro Corrado
Production Manager: Alfredo Bascetta
Cinematographer: Angelo Pennetti
Directed by: Pietro Corrado
Running Time: 8’40”
 
7. “Colori del Laceno”
Directed by: Angelo Gorruso, Pietro Corrado, Carlo Pennetti
Running Time: 7’57”
 
8. “Pellegrinaggio”
Produced by: Giuseppe Corrado, Angelo Gorruso, Pietro Corrado
Written by: Pino D’Amore
Score by: Saint Saens, Bach, Vivaldi
Directed by: Angelo Gorruso, Pietro Corrado
Running Time: 13’54”
 
9. “Matrimonio bianco”
Produced by: Giuseppe Corrado, Angelo Gorruso, Pietro Corrado
Starring: Silvana e Leandro Cosentino
Music by: Beethoven, Bach. Mendelsson
Cinematographer: Neri Papa
Written and directed by: Angelo Gorruso, Pietro Corrado
Running Time: 22’10”

WORKSHOP – DO YOUR MOVIE YOURSELF con Simona Rossi
Data / dal 5 – 8 Dicembre 2018
Orario / 15.30 – 18.00
Luogo / Carcere Borbonicopartecipazione gratuita

Hai mai pensato al corpo di uno spettatore durante una proiezione cinematografica?
Lo stare seduto al buio anestetizza i suoi sensi o, al contrario,li rende più reattivii a ciò che accade sullo schermo?

Andiamo in palestra per diventare più forti, correre più veloce, avere più resistenza. O anche solo per perdere peso.
DO YOUR MOVIE YOURSELF è una palestra, diversa dalle altre.
Propone un allenamento specifico per spettatori cinematografici. Parte da una domanda: e se anche il corpo del pubblico avesse bisogno di una preparazione fisica? Che tipo di training sarebbe?

DO YOUR MOVIE YOURSELF cerca di costruire una risposta. I partecipanti non dovranno eseguire flessioni o pedalare per ore alla cyclette. Piuttosto passeranno per delle investigazioni sui cinque sensi supportate da passeggiate immaginarie in altri campi (arte, filosofia, scena, letteratura…) e da incursioni discrete in bar, piazze e giardini.

ENG version

1991. Viennale festival. Under a circus tent a wire artist, a cosmologists and a magician are invited by Werner Herzog to talk within his cinema lessons.
Strolls in other fields in order to invent the cinema of the future.

DO YOUR MOVIE YOURSELF takes over from those strolls and offers a tour around cinema in three meetings. Intercepting other universes and looking for new angles from which to approach the seventh art. Every participant is invited to “do his own movie”, to explore his potential as an author through tasks involving the five senses. There will also be digressions, explorations and tours in bars.

This workshop prepares you to a career as a spectator full of elegance and sophistication and provides you with a tool kit to be taken out and used in several other occasions, according to your needs. You may benefit from it as you please, whether you’re about to collect your pension at the post office or to turn a movie or to change the wheel on your car.

WHEN: Wednesday, Thursday, Friday in the morning.
WHERE: at the Carcere Borbonico.
The participation is free of charge.

BIO: Simona Rossi conducts a cross-cutting activity in which the body is the point of departure for explorations in other fields. She studied cinema at Dams, in Roma Tre and graduated in contemporary dance at the Laban Centre in London. She’s been working as a dancer for Kinkaleri, Barokthegreat, Ambra Senatore and Loïc Touzé. Since April she’s also a guide in Cinecittà.

ENG version

Todo Sentimento is a song by the music duo (De Vito-Buarque) whose protagonist is a poet wishing to love. How can a man committed to sensitivity reach complete love?Via the Bild, the fixed idea of love, which has to give way at least to a Todo Sentimento, more open to the problems of a world vision. The song is self-explaining: a “psycological prose” searching for time and love intimacy as a reality feature. The only way to do it is by asking. The entire moment of both voice and prose is nothing but a long question. The topic, the very centre of all the creations by these two international artists and storytellers is an existential question. The lyrics from Todo Sentimento are the heart of a drift allowing the characters to feel their crucial corrispondence. As for De Vito voice is the art that best suits Dionysian beauty, seen as inebriation; For Matarazzo, music is like a dogsled team dashing against the wall of representation.

TODO SENTIMENTO di Antonello Matarazzo ,video musicale dell’album
Todo Sentimento di Maria Pia De Vito e Chico Buarque de Hollanda. Introduce Gabriele Perretta
Performance di Maria Pia De Vito

Data / 5 Dicembre 2018
Orario / 19.00
Luogo / Cinema Partenio Sala 1

Todo Sentimento è il brano di una coppia musicale (De Vito-Buarque), il cui protagonista è un poeta che aspira ad amare. In che modo un uomo votato alla sensibilità può raggiungere l’amore totale? Il sistema è il Bild, l’idea fissa dell’amore, che deve cedere il passo perlomeno a un Todo Sentimento, più aperto ai problemi di una visione del mondo. E’ la canzone ad offrire l’esplicazione della sua missione: una “prosa psicologica” alla scoperta dell’intimità del tempo dell’amore come aspetto della realtà. E non può farlo che in un modo, ovvero domandare. L’intero attimo della voce e della prosa della canzone non è altro che una lunga richiesta. Il tema, il cardine formale intorno al quale ruotano tutte le creazioni di questi due artisti e cantori internazionali, non è altro che un interrogativo esistenziale. Le parole di Todo Sentimento sono il cuore di una deriva che permette ai personaggi di sentire la loro fondamentale corrispondenza. Per De Vito la voce è l’arte che più si addice alla bellezza dionisiaca, intesa come ebbrezza; per Matarazzo la musica è come una muta di cani lanciata contro la parete della rappresentazione.

Il folle di Marechiaro
Data / 6 Dicembre 2018
Orario / 20.45
Luogo / Cinema Partenio Sala 1

La visione del raro frammento di Il folle di Marechiaro, l’ultimo film di Roberto Roberti, è indubbiamente uno dei momenti più particolari e qualificanti di questa edizione del Festival, in linea con le proposte di cultura e storia del cinema che dal primo anno ne caratterizzano il programma.
Un film travagliato e senza fortuna, quasi introvabile, reso leggendario tra gli appassionati e gli studiosi di cinema dal mistero che ancora ne avvolge la genesi e la storia. Iniziato dal regista nel 1942, con il titolo originario I fuochi di San Martino, fu interrotto e ripreso più volte, fino all’uscita in sala (solo per qualche settimana, a Napoli e dintorni) come Il folle di Marechiaro. L’insuccesso del film, e le vicissitudini della fase produttiva, spinsero Roberti verso il definitivo addio al mondo del cinema.
Ritrovato dallo storico del cinema Paolo Speranza in formato Super 8, questo frammento (senza sonoro) di 12 minuti ci mostra alcune scene particolarmente drammatiche, con il protagonista Aldo Silvani, insieme a momenti idilliaci che evocano certe atmosfere di Napoli che canta (1926), e una breve apparizione del giovane Sergio Leone, figlio del regista, nel ruolo di un marinaio.

ENG version

The screening of a rare fragment from Roberto Roberti’s last feature, Il folle di Marechiaro, is undoubtly one of the most extraordinary moments of the Festival. It is perfectly in line with our offer regarding cinema culture and history which has been characterising our Festival since its very first edition.

Troubled, unlucky, almost untraceable, the film has become legend because of the mistery still surrounding its genesis and history. The shooting began in 1942, with the original title, I fuochi di San Martino. It was interrupted and resumed several times until its release (just for a few weeks, in Naples and surroundings) as Il folle di Marechiaro. Its weak performance at the box office and the circumstances happened during its production persuaded Roberti to say goodbye to cinema.

Cinema historian Paolo Speranza found the Super 8. This 12 minutes fragment (without sound) shows us some particularly dramatic scenes , starring Aldo Silvani, the lead actor. It also shows idyllic moments conjuring certain atmospheres from Napoli che canta (1926) and the director’s son, Sergio Leone, cameo in the role of a sailor.

LA SERPE * di Roberto Roberti,sonorizzata da Anacleto Vitolo
Data / 6 Dicembre 2018
Orario / 21.00
Luogo / Cinema Partenio Sala 1
Durata / 53′

“Quando il cartellone è tenuto da Francesca Bertini conviene far la fila per procurarsi un posticino qualsiasi onde poter ammirare e godere l’arte magica dell’avvenente artista”, si legge nel 1920 sulla rivista “Cine-Fono” alla “prima” del film La serpe. Ancor più se a dirigere la diva più affascinante e popolare del cinema italiano negli anni del muto è Roberto Roberti, nome d’arte di Vincenzo Leone, il regista preferito dalla star di Assunta Spina (1915), Tosca (1918) e tanti film di successo in Italia e nel mondo. Nel film La serpe, che riflette il clima culturale dell’epoca e le suggestioni dello stile dannunziano nel cinema nazionale, vengono esaltati la sensualità e il fascino dell’attrice napoletana, che prima di ogni altra diventò in Italia e in Europa, fino a Hollywood, un modello di stile e di eleganza per un pubblico di massa, simbolo di successo senza precedenti e di fascinazione estetico-sentimentale.
La serpe rivive oggi grazie all’iniziativa del “Laceno d’Oro”, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale, nell’ambito dell’omaggio a Roberto Roberti nel 60° anniversario della scomparsa.