Convegno – “Da Piazza Fontana ad oggi: terroristi, vittime, riscatto e riconciliazione.”

Convegno – “Da Piazza Fontana ad oggi: terroristi, vittime, riscatto e riconciliazione.”

«Io so», scriveva su Piazza Fontana Pier Paolo Pasolini, il 14 novembre 1974 sul Corriere della Sera. Il 16 giugno 1968, all’indomani degli scontri di Valle Giulia, a Roma, aveva spiazzato tutti, schierandosi i poliziotti «figli di poveri» contro i manifestanti «figli di papà». Sei anni dopo ancora una volta abbandona il politically correct per denunciare la verità che non arriva per quella strage (in virtù di insabbiamenti, depistaggi, trasferimenti di processi, prescrizioni in corso d’opera) pur essendo già chiara la matrice neofascista. Nel giugno 2005 la Corte di Cassazione sancirà che quell’esplosione del 12 dicembre di 50 anni fa (che fece 17 morti e 88 feriti alla Banca Nazionale dell’Agricoltura, a Milano) fu opera di «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo», sebbene i leader non fossero più perseguibili in quanto già assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari nel 1987. Una verità storica (rafforzata dal recente passaggio in giudicato della sentenza “gemella” per la strage di Brescia del 1974) a fronte di una verità processuale mai accertata.

Il movimento della Contestazione venne sconquassato dalla strategia della tensione: dallo stesso filone scaturirono le formazioni rivoluzionari che poi sfoceranno nell’eversione violenta, ma anche i grandi movimenti cattolici, che – nello spirito del Concilio – puntarono invece sul cambiamento della persona e della realtà dal basso. Il libro di Angelo Picariello Un’azalea in via Fani (edizioni San Paolo, ricerca a cura dell’Istituto di studi Politici “San Pio V” di Roma) mezzo secolo dopo restituisce la speranza dopo quegli anni bui. Attraverso la riconciliazione intercorsa fra familiari delle vittime ed ex della lotta armata, e la riscoperta delle antiche radici comuni fra cattolici, rivoluzionari della fede, ed ex rivoluzionari armati che – scontata la pena – hanno riconosciuto i loro errori. Nonostante una strategia cinica abbia spinto il Paese verso lo scontro, alla fine hanno vinto i principi voluti in Costituzione da Aldo Moro, la vittima più illustre degli anni di piombo. Ispiratore dell’articolo 3 sul principio di uguaglianza e del 27, sulla finalità rieducativa della pena. Il fenomeno della collaborazione e della dissociazione ha infatti contribuito a debellare la lotta armata più delle leggi speciali. Una storia che attraversa la città di Avellino, e che include i cosiddetti “irriducibili”, essendosi lo stesso Moro sempre schierato – da giurista – contro l’ergastolo e il concetto di “fine pena mai” che presuppone.

Programma generale
Le Locations
Cinema Partenio
Sala 1 e 4
Via Giuseppe Verdi,
83100 Avellino AV
Telefono: 0825 37119

Carcere Borbonico
Sala Ripa - Sala Voltata - Sala Tholos
Piazza Alfredo de Marsico,
83100 Avellino AV
Telefono: 0825 790734

Cinema Comunale di Bagnoli Irpino
Via Michele Lenzi, 12
83043 Bagnoli Irpino

Godot Art Bistrot
Via Giacomo Mazas, 13 - 15
83100 Avellino AV
Telefono: 0825 461638

Tilt, tatoo bar events
Indirizzo: Strada Comunale Santo Spirito, 8-16
83100 Avellino AV
Telefono: 375 503 9020