Gli occhi sulla città

Il cinema tra gli spazi urbani

concorso di cortometraggi / III edizione

Il Laceno d’oro, nella sua tradizionale – e in qualche modo utopistica – denominazione di “Festival del cinema neorealistico”, ha sin da subito dichiarato quale fosse il suo terreno d’interesse principale: la realtà, la sua osservazione. Ma anche, tra le righe, la possibilità di catturare e accogliere  le  sperimentazioni,  le  innovazioni,  gli  sguardi  obliqui,  originali:  “nuove  forme  di realismo”, cioè nuovi modi e ipotesi di raccontare la realtà. Cosa sia questa realtà, poi, è una questione sempre più sfuggente, un problema che riguarda non solo l’oggetto dell’osservazione, ma anche le forme e le modalità espressive.

Siamo convinti che il cinema abbia da sempre lavorato, a volte in maniera aperta, altre volte in maniera sotterranea, a una mappatura, riorganizzazione e ridefinizione degli spazi urbani (e non solo), a una messa in prospettiva e un ripensamento dei rapporti tra costruzione e ambiente, uomo e paesaggio, vuoti e pieni. E questo ci appare più vero che mai oggi, con le trasformazioni tecnologiche, le nuove connessioni che modificano le distanze e i rapporti umani. Se il mondo tende a smaterializzarsi in una dimensione virtuale, l’immagine diviene allora lo “spazio” centrale, quasi il nuovo habitat naturale. E il cinema, allora, può avere una forza interpretativa e progettuale decisiva.

Ancora una volta, quindi, la riflessione sugli scenari urbani e i nuovi contesti di “condivisione e conflitto” si pone al centro del Festival Laceno d’oro, con la terza edizione del contest per cortometraggi “Gli occhi sulla città”. Tranne alcuni piccoli accorgimenti, la formula rimane quella dello scorso anno. Un concorso aperto a film di ogni genere e nazionalità che abbiano la capacità di riflettere e di ripensare gli spazi urbani e magari di farsi influenzare da essi, ipotizzando modi di produzione e fruizione strettamente legati agli ambienti. Opere che sappiano raccontare aspetti delle città del passato e del presente, o addirittura immaginare prospettive possibili e impossibili di una città del futuro. Opere che si pongano in dialogo con l’architettura, la politica, l’urbanistica o che “semplicemente” vedano nella città un “personaggio delle storie” che vogliono raccontare.


FILMATI SELEZIONATI:

  1. ECLIPSE di Eugenia Tiziana Berti Lindblad
  2. PIAZZE DI MILANO di Sandro Lecca
  3. TOPOLÒ di Sander Moyson
  4. MALAGA di Tommaso Giacomin
  5. RABIE CHETWY di Mohamed Kamel
  6. PARUSIA NAPOLETANA di Rosa Maietta
  7. WEIGHT di Edoardo Montaccini
  8. LE COSE ANTICHE di Michele Salvezza
  9. FIAMMIFERO di Lorenzo Ambrosino
  10. SANTA TERESA di Emanuele Dainotti
  11. AMIRA di Luca Lepone
  12. LA FORESTA MELOGRANO di Chiara Idrusa Scrimieri
  13. GAIWAN di Elia Moutamid
  14. LOST GENERATION di Maurizio Carraro
  15. (IN)FELIX di Maria Di Razza
  16. ELLE di Marco Chiappetta

LA GIURIA
La giuria è composta da Luca Ferri, Luigi Abiusi, Carlo Valeri.

Luca Ferri (Bergamo, 1976) si occupa di immagini e parole. Tra il 2005 e 2008 ha realizzato corto-, medio- e lungometraggi che hanno partecipato a rassegne e concorsi. Nel 2011, Magog [o epifania del barbagianni] è stato presentato a Bergamo; nel 2012 è stato selezionato da diversi festival, tra cui la 48^ Mostra del Nuovo Cinema, Pesaro. Nel 2013 il film Habitat [Piavoli], ritratto del famoso regista bresciano girato insieme a Claudio Casazza, viene selezionato al Torino Film Festival e nel corso del 2014 viene proiettato presso festival e sale cinematografiche, tra cui il Laceno d’oro e il Neue Heimat Film Festival. Nel 2014 il lungometraggio Abacuc viene presentato in anteprima al 29º Festival Internacional de Cine de Mar del Plata e successivamente al 32º Torino Film Festival e a Flmmakerfest. (www.ferriferri.com)

Luigi Abiusi è scrittore, critico letterario e cinematografico: dirige la rivista di cultura cinematografica Uzak e collabora con le riviste “Critica letteraria”, “Filmcritica”, “Filmparlato.com”, “Duels.it”, “Alias”, con l’enciclopedia del cinema Treccani; è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica del Festival di Venezia; dirige il festival di ricerca “Registi fuori degli sche(r)mi”; si occupa di letteratura italiana e letterature comparate presso l’Università di Bari; come poeta ha pubblicato i volumi Non un segno (nel 2002) e Dei comprimari riflessi (nel 2008); tra gli ultimi saggi pubblicati, i volumi Per gli occhi magnetici. Campana Pasolini Erice Tarantino, 2011; Tempo di Campana. Divenire della poesia tra Nietzsche e Deleuze , 2008; e, a sua cura, Il film in cui nuoto è una febbre. Registi fuori dagli scheRmi, 2012. È autore di racconti pubblicati su riviste e antologie.
Carlo Valeri è giornalista pubblicista, addetto alla comunicazione, vicedirettore di Sentieri selvaggi e curatore della collana ebook della stessa rivista. Ha collaborato per il bimestrale Segnocinema ed è docente del corso Scrivere per il cinema presso la Scuola di cinema Sentieri selvaggi. Lo scorso anno ha curato l’ebook I segreti di Wayward Pines, è coautore del volume Il buio si avvicina. Temi figure e tecniche dell’horror contemporaneo edito da Dino Audino e di Una passione selvaggia. 20 anni di storie e 8 vite di Sentieri selvaggi, scritto insieme a Sergio Sozzo.

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