mercoledì 7 dicembre
ore 21.00
cinema partenio
avellino


Regia: Antonello Matarazzo
Interpreti: Cristina Pedratscher
Musiche originali: Gianvincenzo Cresta
Musicisti: Benjamin Carat violoncello; Cecile Dibon-Lafarge soprano; Riccardo Balbinutti marimba; Christophr Desjardins violoncello
Fotografia: Antonello Matarazzo
Genere: videoart, experimental, musical
Nazione: Italia
Anno: 2016
Durata: 5.30

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Non c’è un disegno o una logica che progetta le nostre vite. Esse sono sempre esposte all’imprevedibile, alla contingenza, a ciò che, fuori dal nostro orizzonte di senso, finisce invece per determinarci.

Tre episodi misteriosamente collegati tra loro, tre ipotetici finali per un film mai girato.

Il soggetto di questo corto è volutamente assente. Se ne vedono solo le conseguenze in tre possibili, simultanei finali. L’ineluttabilità degli eventi – a volte magici e misteriosi, altre volte tragici e visibili – condizionano profondamente il proprio essere al mondo. Non si tratta tuttavia di un elogio della predestinazione. Non c’è un disegno o una logica che progetta le nostre vite. Esse sono sempre esposte all’imprevedibile, alla contingenza, a ciò che, fuori dal nostro orizzonte di senso, finisce invece per determinarci. Partendo, dunque, dal verificarsi di un evento impenetrabile e oscuro, la vita di X assume infatti tre differenti modalità espressive.

Vengono così messe in scena tre tipi di femminilità: una motociclista, emblematica di un modo di vivere ribelle, fuori della convenzionalità e pronta a tutto per affermare i propri valori. Una donna ‘tradizionale’, rappresentata come una sposa il cui immaginario è totalmente colonizzato su un modello di vita familiare e domestica. Infine una dark lady che invece proietta un modello di seduttività trasgressivo e libertino.

Un ipotetico, misterioso evento produce dunque tre differenti esistenze per la stessa donna che, nonostante ciò, si produrrà in un analogo finale. In fondo non siamo che essere-per-la-morte.