martedì 5 dicembre
ore 18.30
cinema partenio / sala 1
avellino

Sonorizzazioni dal vivo
a seguire: Incontro con Sergio Bruno


di Ubaldo Maria del Colle
Durata: 51 min / 44 min

Il progetto è ideato e curato dalla Cactus filmproduzioni, in collaborazione con Cineteca Nazionale-Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia.

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Schede film

Napule ca se ne va (1926)

regia: Ubaldo Maria Del Colle | sceneggiatura: quattro parti a cura di Federico Petriccione dalla canzone di E. Murolo e E. Tagliaferri | interpreti: Ubaldo Maria Del Colle (il padre), Lia Thomas (La figlia), Peppino Amato (fidanzato della figlia) | produttore: Del Gaudio, Napoli | direttore di produzione: Giovanni Del Gaudio e Raffaele Colamonici | visto censura: 22 633 del 30/04/1926 | lunghezza: 1213 metri

Trama: Protagonisti della vicenda sono due giovani innamorati. Lui è povero, lei vive sola con lo zio, mentre il padre, innocente, è in prigione per colpa di uno strozzino. Decidono di fare una fuga d’amore, poi ritornano per farsi perdonare. Accusato dallo strozzino di aver compromesso l’onore della fanciulla, il giovane reagisce e, credendo di aver ucciso l’accusatore, fugge in America. La ragazza muore nel dare alla luce una bambina. Passano vent’anni. L’uomo torna e cerca di incontrare la figlia, ma il vecchio zio glielo impedisce. La ragazza è intanto circuita dallo strozzino che ha prestato molto denaro allo zio. E’ il padre a risolvere la situazione, aiutando un bravo giovane innamorato della figlia e eliminando il bieco sfruttatore. Il film termina con la messa in scena della canzone.

“Ieri sera, all’arena Esedra, a Roma, è stato rappresentato per la prima volta, Napule ca se ne va. Napoli, terra d’amore, lagreme e canzoni, ci è apparsa sullo schermo nel fulgore della sua bellezza, così mollemente distesa nel magnifico golfo, col suo mare incantevole che, sotto il raggio della luna, aveva mille balenii d’argento. Le scene più caratteristiche di Napoli che fu, una magnifica festa di Piedigrotta ed una semplice storia d’amore fra due giovani che si amano forma il soggetto del film. L’accompagnamento con mandolini e chitarre, le canzoni cantate con voce rotonda dal tenore Sgueglia, le caratteristiche tarantelle, hanno dato allo spettacolo un senso di vivacità e di bellezza che il pubblico ha saputo apprezzare ed applaudire” (Dino Terra in “Il Tevere”, Roma 30 giugno 1926)

Il film sarà sonorizzato da: Alessandro Ferrentino: percussioni, hang drum | MariaAnna Siani: violino

 

Lucia, Luci’ (1922)

regia: Ubaldo Maria Del Colle | sceneggiatura: dalla canzone napoletana “Io m’arricordo ‘e te” di G. B. De Curtis (versi) e E. De Curtis (musica) | fotografia: Rodolfo D’Angelo | interpreti: Nella Serravezza (Lucia), Ubaldo Maria Del Colle (il pescatore), Oreste Tesorone (padre di Lucia) | produttore: Rodolfo D’Angelo, Napoli | distribuzione: Emanuele Rotondo per la Miramar film | visto censura: 16711 del 31/01/1922 | lunghezza: 1414 metri

Trama: Lucia è innamorata di un onesto pescatore del golfo di Napoli e le nozze sono ormai prossime. Per un banale incidente, Lucia si ferisce alla mano e viene medicata da un giovane dottore che abita in un villino accanto alla casetta della ragazza. Il medico è anche un violinista: il suo violino ha una sonorità ammaliante e la ragazza non sa resistergli. Il giovane pescatore ingelosito, decide di vendicarsi. Si sostituisce ad un barcaiolo che dovrebbe condurre in gita nel golfo i due e giunto ad una certa distanza, lascia che la barca, che aveva chiamato Lucia Lucì, affondi, facendo annegare l’infedele Lucia ed il suo amante. Espierà poi la sua colpa.

Il film era stato girato da Del Colle almeno un paio di anni prima. Ma Rodolfo D’Angelo aveva incontrato difficoltà nel distribuirlo. Fu Emanuele Rotondo che provvide a farlo entrare in circolazione, dopo averne curato il lancio con grande accuratezza. Fece distribuire per le strade di Napoli migliaia di cartoline con scene del film, scelse personalmente i cantanti che avrebbero “sonorizzato” la proiezione, pilotò personalmente una massa di amici, gratuitamente, alla prima ed ottenne anche la stampa napoletana, di solito indifferente e quasi ostile ai film partenopei, sottolineasse l’evento, almeno dal punto di vista mondano. Poi, recuperate ampiamente le mille lire che gli era costato il film quando lo aveva comperato da D’Angelo, lo vendette all’estero e, con il ricavato, aprì una casa di produzione e distribuzione (la Miramar), con studi ricavati nel retro bottega di un ristorante, che si chiamava appunto Miramare in via Nazario Saurio, sul lungomare di Napoli.

Il film sarà sonorizzato da: Roberto Marino: piano, musiche originali | Raffaello Galibardi: violino | Annalisa Moriello: violino | Roberto Vecchio: violoncello

Il progetto è ideato e curato dalla Cactus filmproduzioni in collaborazione con il festival Laceno d’Oro e la Cineteca Nazionale.

 


Scheda regista

UBALDO MARIA DEL COLLE (1883/1958)

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Come per molti altri personaggi del cinema muto, le tracce di Ubaldo Maria del Colle sembrano disperse nel nulla. Nato a Roma il 27 giugno 1883, debutta nelle scene nella stagione 1903/1904 con la Compagnia Fumagalli Franchini. Poco o niente si sa di lui prima di questa data. Debutta come attore nel cinema nel famoso “La presa di Roma”, Alberini e Santoni 1905, dove interpreta un “tenente dei bersaglieri”, e continua a lavorare sia sul palcoscenico sia nel teatro di posa. Nel 1911, debutta come regista-sceneggiatore alla Pasquali film di Torino, senza abbandonare il ruolo di primo attore. Nel 1913, insieme a Riccardo Caimi fonda la Riviera film che si trasformerà nella Del Colle Films. Tra il personale artistico l’attrice Lina Pasquet, nome d’arte di Pasqualina Pasquetti, che Del Colle sposa nel 1916. Le condizioni dell’industria cinematografica sono disperate, Del Colle lavora a Roma alla Megale Film e alla Flegrea Film. Finita la guerra, nel 1918 passa alla Tina Film di Napoli e dal 1920 alla Lombardo Film sempre a Napoli. Per questa casa, diretta dal produttore futuro della Titanus, Gustavo Lombardo, Del Colle mette in scena nel 1921 “I figli di nessuno”, dall’omonimo romanzo di Ruggero Rindi, che diventa uno dei successi di botteghino nella storia del cinema muto italiano. Dopo l’esperienza con la Lombardo Film, Del Colle passa a lavorare prima con l’Any Film, poi con la Del Gaudio e infine con la Napoletan Film, da lui stesso creata. Non si sa nulla di lui nel periodo degli anni trenta, tranne che per alcuni documentari turistici realizzati per una produzione indipendente italo-americana: Poesia del mare, Laghi d’Italia, Venezia artistica, Sicilia artistica, La Conca d’oro e Monreale, Mondello. Durante la seconda guerra mondiale, gestisce il cinema Eden a Rapallo. Del Colle lavora come assistente di Raffaello Matarazzo nel 1951. Ufficialmente è il regista di “Menzogna”, ma la regia, in realtà, è di Giuseppe de Santis. Ubaldo Maria Del Colle, regista di più di 90 films e produttore e sceneggiatore di 80 films, muore a Roma il 24 agosto 1958.

 

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