LE NEWS DEL LACENO D'ORO

Laceno d’oro 45, vi presentiamo il nuovo poster

Anno 2020. Come un replicante che non si rassegna a morire, ogni festival ha dovuto fare i conti con la dimensione virtuale e ripensare la propria formula. Non possiamo più toccarci. Avevamo bisogno di un’immagine che raccontasse l’immersione in questo vortice. Persiste, però, il desiderio antico del contatto. Un luccichìo che sfarfalla, un’interferenza che prova a emergere dal buio.

Cortometraggi, documentari, lungometraggi: i selezionati dei Contest 2020

Dopo tanto lavoro, faticoso ma appassionato, ecco la lista completa dei selezionati ai concorsi di questa edizione 2020 del Festival Internazionale del Cinema “Laceno d’oro”. Le giurie saranno presto all’opera per decretare i vincitori, e presto sveleremo le modalità di svolgimento del Festival di quest’anno. Complimenti a tutti i partecipanti e un forte in bocca al lupo ai finalisti!

Chiuse le iscrizioni dei contest. Giurie a lavoro!

Grazie a tutti i partecipanti! Le iscrizioni per le tre sezioni del concorso – Laceno d’oro 45 (lungometraggi), Gli occhi sulla città (cortometraggi) e Laceno d’oro doc (documentari) – sono ufficialmente chiuse e i nostri selezionatori sono a lavoro per scegliere i finalisti.

Laceno d’oro 2019: tutti i vincitori

Arriva da Israele il vincitore del premio “Laceno d’oro” come Miglior Film della 44esima edizione del Festival del Cinema Internazionale di Avellino diretto da Antonio Spagnuolo: è “Thunder from the sea” di Yotam Ben-David. “Non è facile trovare un giovane cineasta che filmi con intelligenza l’eccessiva velocità del mondo di oggi

Concorso Laceno d’oro 2019: i giurati

Sono in città, sono soddisfatti della selezione e, soprattutto, sono a lavoro per scegliere i vincitori dei premi dell’edizione 2019 del Laceno d’oro.

Maresco: «Sono orgoglioso di questo premio e felice di essere qui»

«La voce di Franco Maresco riempie i buchi neri della storia della sua Sicilia, e dunque della nostra Italia. Da Cinico TV fino a Ciccio Mira, i suoi personaggi sembrano essere incarnazioni di una chiaroveggenza, a volte sono facce in prestito, altre volte sono corpi...

“Premio alla Carriera” ai registi Franco Maresco e Pedro Costa

Ai registi Franco Maresco e Pedro Costa è stato assegnato il Premio alla Carriera della 44esima edizione del “Laceno d’oro”, lo storico festival internazionale ‘del cinema del reale’ di Avellino, diretto da Antonio Spagnuolo, che si svolgerà dall’1 all’8 dicembre in vari luoghi della città.

Concorso Laceno d’oro 2019, i finalisti di tutte le sezioni

Non è stato facile, ma la selezione dei finalisti per il Concorso “Laceno d’oro” 2019 è giunta alla sua conclusione. Questi sono i titoli e gli autori che vedrete nel programma ufficiale dell’edizione di quest’anno e che si contenderanno...

Le date del 44° Laceno d’Oro

Si scaldano i motori per li Festival Internazionale del Cinema “Laceno d’oro”. Rilasciate le date ufficiali dell’edizione numero 44 che vanno dall’1 all’8 Dicembre 2019: un anno importante, perché esattamente 60 ne sono passati da...

PROROGA AL BANDO DI CONCORSO 2019

A seguito delle numerose richieste di proroga per partecipare al bando del concorso Laceno d’Oro 2019 per lungometraggi, documentari e cortometraggi, la direzione ha posticipato il termine ultimo di consegna al giorno 8 Ottobre 2019. È possibile da compilare il...

Concorso Laceno d’oro 43: la giuria

Tre giurie a lavoro per stabilire il miglior lungometraggio, il miglior documentario e il miglior cortometraggio, “capitanate” da uno dei maggiori esponenti del cinéma Nôvo brasiliano: Julio Bressane.

Edoardo De Angelis, premio Giacomo D’Onofrio 2018

Il premio “Giacomo D’Onofrio”, dedicato ai giovani autori, è stato conferito al regista Edoardo De Angelis che ad Avellino presenterà l’ultimo successo “Il vizio della speranza” e l’omonimo libro (Mondadori) di cui è autore.

segui il festival su mymovies info-3 clicca qui per saperne di più

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4 weeks ago

Laceno d'oro

NANNARELLA! NANNARELLA!
(Anna Magnani: Roma, 7 marzo 1908 – Roma, 26 settembre 1973)

"Roma città aperta - Via Montecuccoli
A via Montecuccoli, nel cuore del quartiere popolare del Prenestino e a due passi dalla movida del Pigneto, nel 1945 Roberto Rossellini girò la scena madre di "Roma città aperta", capolavoro indiscusso del neorealismo italiano e del cinema mondiale, il cui titolo fa riferimento ai nove tragici mesi in cui la città venne dichiarata "non zona di guerra" rimanendo tuttavia preda delle scorribande dei nazifascisti. La storia (anzi le storie, il film intreccia vicende e personaggi diversi) è ambientata nella capitale occupata dai tedeschi: mentre si attende la risalita delle truppe alleate, la resistenza si organizza.
Proprio lungo questa strada la popolana Pina, interpretata con grinta e passione da Anna Magnani, viene ammazzata con una raffica di mitra davanti al figlioletto e all' impotente Don Pietro (Aldo Fabrizi) mentre rincorre il camion dei nazisti su cui è stato caricato suo marito, tipografo antifascista, dopo un rastrellamento. Resta nell'immaginario collettivo la tragica corsa e l'urlo verso il coniuge: "Francesco! Francesco!" Il cadavere di Pina rimane sul selciato. Il bambino, divincolatosi dalla stretta protettiva del prete, l'abbraccia ormai morta. Ha raccontato anni dopo Rossellini: "La preoccupazione di Anna Magnani era quella di non farsi male. Ma quando ha girato la scena ed è caduta, è caduta come è caduta, e si è ferita perché a quel punto aveva perso ogni prudenza, si metteva con la disponibilità completa nelle cose, questa era la sua straordinaria forza"
Il film venne realizzato in condizioni difficili e non è retorico dire che quella tenacia produttiva e quell'intuito artistico fecero davvero il giro del mondo fondando un canone cinematografico, tanto che - solo per citare un esempio - il regista tedesco Otto Preminger disse che "la storia del cinema di divide in due ere: una prima e una dopo "Roma città aperta".
Il fatto che a pochi mesi dalla fine della guerra, in una capitale ancora in gran parte sfregiata dai bombardamenti, con materiali di fortuna e molti altri presi dalla strada, Rossellini sia riuscito a restituire lo spirito di un paese messo in ginocchio dal nazifascismo ma ancora in grado di trovare le energie per emanciparsi e ribellarsi all'orrore, non può essere compreso se non si coglie lo spirito politico con il quale la pellicola venne prodotta. Un intento che finì per contagiare anche Aldo Fabrizi, che non vantava certo simpatie 'di sinistra'.
"Questo è il film della paura, quella di tutti ma soprattutto della mia" avrebbe in seguito raccontato il regista. Bisogna proprio andare verso il Pigneto, dall'altra parte di via Prenestina verso la Casilina, per ritrovare l'oratorio che sorge alle spalle della chiesa di Sant'Elena, lungo via Avellino, dove don Pietro, alias Fabrizi, dà accoglienza ai bambini e supporto logistico ai partigiani."
(R. Mordenti, V. Mordenti, L. Sansonetti, G. Santoro - Guida alla Roma ribelle)
PPP 54 DC
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