sabato 10 dicembre
ore 20.00
cinema partenio
avellino

a seguire Incontro con gli autori Massimo D’Anolfi e Martina Parenti


Regia: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
Durata: 121′
Origine: Italia/Svizzera, 2016
Soggetto e sceneggiatura: Massimo D’Anolfi, Martina Parenti
Interpreti: Marina Vlady, Leola One Feather, Felix Rohner & Sabina Scharer, Shin Kubota, Joe, Coco, Seth, Brett Brings Plenty, Friederike Haslbeck, Moses Brings Plenty 
Fotografia: Massimo D’Anolfi
Produzione: Montmorency Film, Rai Cinema, Lomotion, SRF Scwhweizer Radio und Fernsehen / SRG SSR

 

La terra: le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione. L’acqua: Shin Kubota, uno scienziato cantante giapponese che studia la Turritopsis, una piccola medusa immortale. L’aria: Felix Rohner e Sabina Schärer, una coppia di musicisti inventori di strumenti/scultura in metallo. Il fuoco: Leola One Feather e Moses Brings Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, e la loro piccola comunità lakota da secoli resistenti a una società che li vuole annientare. L’etere: Marina Vlady, che dentro un cinema fantasma, ci accompagna nel viaggio narrando L’Immortale di Borges.
Questi sono i protagonisti di Spira Mirabilis, un film girato in diversi luoghi del mondo, una sinfonia visiva, un inno alla parte migliore degli uomini, un omaggio alla ricerca e alla tensione verso l’immortalità.
Simbolo di perfezione e di infinito, “la spirale meravigliosa”, Spira Mirabilis come venne definita dal matematico Jackob Bernoulli, è una spirale logaritmica il cui raggio cresce ruotando e la cui curva si “avvolge” intorno al polo senza però raggiungerlo mai. Si racconta quella tensione all’assoluto che c’è oltre il limite, quell’affanno dell’eternità, che è la nostra fatica quotidiana, la nostra ossessione mirabile e senza fine. Ma è esso stesso un punto asintotico, di cui non si vede meta.

Venuti a conoscenza di Shin Kubota e dei suoi studi sulla medusa immortale abbiamo subito capito che questo era il punto di partenza del nostro film: un uomo alle prese con l’immortalità. Nei nostri precedenti lavori abbiamo indagato il rapporto fra l’uomo e le istituzioni, in Spira Mirabilis ci interessava invece realizzare un film in cui l’uomo si confrontasse con i propri limiti e le proprie aspirazioni.

In concorso alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e ha vinto il Green Drop Award, ex-aequo con Voyage of Time di Terrence Malick.