lunedì 12 dicembre
ore 16.00
carcere borbonico
avellino

a cura di Gabriele Perretta


I new media entrano nel cinema. Il cinema Europeo riceve ormai l’ondata partita da oltre l’Atlantico, consapevole del rinnovamento che la lunga tradizione analogica sembra aver rifiutato. È in atto una vera e propria mediamorfosi, che pervade sempre di più la nostra quotidianità in ogni suo aspetto, dai rapporti interpersonali alla fruizione di film, narrativa, serie tv. Questa rassegna vuole rappresentare la mappatura di un nuovo modello: l’immagine centrale attorno cui ruota è quella dell’ipermedialità che nessun professionista pertinente e specifico (fotografo, videomaker, filmaker, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia… ) riuscirà mai a eguagliare. È il modello dell’eccellenza diffusa e comune, di tutti e per tutti, che si sta diffondendo come nel secondo dopoguerra si diffuse la pratica informale nelle arti visive.

La rassegna si rivolge, quindi, a tutti coloro cui compete d’individuare e sviluppare l’intero potenziale dei paradigmi fotografici, televisivi e cinematografici affidatigli, per vedersi riconoscere i caratteri di una rinnovata unicità e indispensabilità, lontano da un’indesiderata precarietà. Animata da un sincero spirito di indagine e da un rigoroso scrupolo provocatorio, la rassegna rivendica il superamento di un’impostazione tradizionale – quella dei film studies e dei media studies – e non si sottrae al compito di definire nuovi e adeguati termini per analizzare la galassia mediale espansa in cui ci troviamo a vivere. I nessi che questo entourage trattiene con le forme del cinema sono abbondanti e insoliti: il cinema ha rappresentato l’immaginario di riferimento per eccellenza di questo universo audiovisivo, e la forma con cui il web gli si è approcciato è quello del mash-up, del remix, della riappropriazione. Lo scambio avviene, però, in entrambe le direzioni: nasce così quella forma particolare di ibridazione su più livelli che rappresenta la traduzione in immagini dell’atmosfera immersiva che caratterizza il postcinema e le sue molteplici forme. Assistiamo a una vera e propria rivoluzione tecnologica, scientifica e cognitiva. È questa la ragione fondamentale della rassegna: ripercorrere i cambiamenti mostrandone le tappe, tracciando una mappa e una visione distorta con l’aiuto della quale sia possibile orientarsi nel presente con maggiore luminosità. Un sillabario che, come tale, assume una posizione per lo più inter/media nei confronti dei fenomeni che descrive.

 

Artisti partecipanti:

Eija-Liisa Ahtila
Doug Aitken
Candice Breitz
Stan Douglas
Yang Foudong
Douglas Gordon
Dan Graham
Gary Hill
Nan Hoover
Pierre Huyghe
Paul McCarthy
Bjorn Melhus
Aernout Mik
Toni Oursler
Pipilotti Rist
Anri Sala
Smith/Stewart
Fiona Tan
Gillian Wearing
Tommaso Ottonieri
Antonello Matarazzo
Cane Capovolto
Cory Arcangel
Etoy
Cesare Accetta
Alessandro Altarocca
Cristiano Petrucci
Walter Paradiso
Maurizio Cesarini
Francesco Di Loreto
Carlo Bevilacqua
Maurizio Elettrico
Tullio Brunone
Giulio Di Mauro
Giuliana Laportella
Elvio Annese
Giovanni Fontana
Arrigo Lora Totino
Fabrizio Passarella
Michael Snow
Annee  Olofsson
Torben Skjodt Jensen (W. Benjamin)
John Hughes (Walter Benjamin)
Henry Joost &Ariel Schulman
Bill Viola (Video)

N.B.: I materiali sono tutti di breve durata dai 4 minuti ai 15.


Gabriele Perretta è uno storico, teorico della comunicazione e saggista italiano. Studioso e ricercatore di arte, estetica e media, è conosciuto per aver ideato la teoria del Medialismo che ha esercitato un’estesa influenza sulle ricerche artistiche, soprattutto in Italia, a partire dagli anni novanta del XX secolo.
Insegna Teoresi dell’Estetica Tecnologica all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha studiato Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Filosofia e Sociologia all’Università degli Studi di Napoli. Si è laureato in filosofia e sociologia all’Università degli Studi di Trento, con una tesi sui sistemi di sviluppo e in filosofia del linguaggio. Ha poi seguito i corsi di semiologia di Roland Barthes al Collège de France, specializzandosi in Sociologia dei mezzi di comunicazione. Ha conseguito l’Agrégation Recherche in Teorie delle forme all’Università di Paris IV dove insegna Storia e Teoria della Critica. Ha tenuto seminari e corsi nei dipartimenti di Barcellona, Lovanio, Francoforte. È stato per più di dieci anni redattore della rivista «Flash Art», poi coordinatore della testata «Juliet», membro del comitato scientifico de «La Stanza Rossa», collaboratore de «Il Giornale dell’Arte» e del bimestrale «Segno».

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