giovedì 8 dicembre
ore 18.00
chiesa san nicola
atripalda


Regia: Leyla Bouzid
Durata: 102′
Origine: Tunisia/Francia, 2015
Soggetto e sceneggiatura: Leyla Bouzid, Marie-Sophie Chambon
Interpreti: Baya Medhaffer, Ghalia Benali, Montasser Ayari, Aymen Omrani
Fotografia: Sébastien Goepfert
Produzione: Blue Monday Productions, Propaganda Production, Hélicotronc

La storia è ambientata a Tunisi, nell’estate 2010, pochi mesi prima della Rivoluzione. La diciottenne Farah si è appena diplomata e la sua famiglia vorrebbe iscriverla alla facoltà di Medicina. Lei non la pensa allo stesso modo. Canta in un gruppo politico rock. Vuole essere una cittadina attiva e impegnata in difesa delle libertà civili, ma vuole anche divertirsi, scoprire l’amore e vivere la città di notte. Appena apro gli occhi è il primo lungometraggio della giovane regista tunisina Leyla Bouzid, formatasi a Parigi e figlia del grande regista Nouri Bouzid. Una delle più belle rivelazioni dell’ultima mostra del Cinema di Venezia, il film tunisino A peine j’ouvre les yeux, arriva finalmente nelle sale, grazie alla piccola e combattiva Cineclub Internazionale Distribuzione. L’abilità della giovane regista Leyla Bouzid risiede tra le altre cose nel modo fluido e scorrevole ma non superficiale tramite il quale aggiunge elementi alla trama, che parte componendo il ritratto di un’adolescente e dei conflitti che deve affrontare per affermare se stessa, per poi ampliare gradualmente il quadro, includendo la rappresentazione degli effetti dirompenti della repressione politica sulle vite delle persone, ma lo fa senza tradire l’istanza di fondo nel voler rappresentare in maniera intima e realistica la giovane protagonista, che come ogni altra ragazza della sua età sogna, ama e vive. In tal senso l’intento della Bouzid risulta chiaro nel volerci mostrare “da dentro” la nascita di una rivolta, negli attimi cruciali che ne precedono la scintilla. Quella di Farah è una vera e propria guerra, svolta su più fronti che si rivelano interconnessi gli uni con gli altri (quello “naturale” del confronto con le restrizioni imposte dalla famiglia, e quello innaturale nel dover reprimere le proprie istanze di fronte alla cieca brutalità del potere), ma è combattuta con le armi della giovinezza, della vitalità, della gioia.

Premio del pubblico alle Giornate degli autori al Festival di Venezia 2015