tutti i vincitori del 46° Laceno D’oro

Le motivazioni della giuria

tutti i vincitori del 46° Laceno D’oro

 

Lo motivazioni della giuria

Lungometraggi – Premio Laceno D’oro

Vincitori

La distanza
del collettivo ENECE FILM – Italia 2021, 49’

Più che mai l’industria cinematografica cerca di stabilire degli standard su cosa è cinema e cosa non lo è, come dovrebbe apparire, che lunghezza dovrebbe avere e così via e così via. Il film che vogliamo premiare è un esempio che gli standard sono falsi. Se vogliamo che il cinema sia vivo dobbiamo seguire i film che sono in movimento per capire cos’è e cosa può essere. Il film La distanza ci propone di intraprendere un modo nuovo e sconosciuto di fare cinema e che vogliamo seguire.

menzione speciale

All eyes off me
Hadas Ben Aroya – Israele 2021, 90’

Per la capacità di analizzare il concetto di intimità, dapprima esibita fino all’eccesso in lunghe scene di sesso e poi ritrovata attraverso il silenzio, l’attesa e l’assenza di rapporto corporale. Un film all’apparenza apolitico, capace invece nel suo sviluppo di narrare con maestria la conquista di una libertà interiore, sia dalle nuove convenzioni sessuali che da quelle ataviche religiose.

Cortometraggi – “Gli occhi sulla città”

Vincitori

Mille Cipressi
di Luca Ferri

Per la capacità di ritrovare la vita oltre la morte, di ragionare compiutamente sul cinema attraverso l’architettura e la materia, di ritrovare una nuova classicità nella ricerca linguistica e nel sincero omaggio ai maestri, in un percorso cinematografico autoironico e teorico che proprio nel calcolo millimetrico e nel rigore dell’emulsione sa riscoprire la più calda umanità.

menzione speciale

Acqueducts
di Álvaro Martín Sanz

Per la personale riflessione multisensoriale sulla fragilità della memoria, sull’emotività delle immagini e su come sviluppiamo e influenziamo i nostri ricordi in base agli oggetti e ai documenti video-fotografici. Un viaggio di famiglia in diapositiva, Super8 e digitale che, attraverso un uso originale e particolarmente efficace della voce fuori campo, ribadisce la centralità dei monumenti architettonici e l’immutabilità della materia.

documentari

vincitori ex aequo

A man and camera
di Guido Hendrickx

Per il coraggio con cui l’autore ha affrontato l’ignoto. L’altro con cui scontrarsi, ma anche ritrovarsi. Il film pone lo spettatore di fronte alle difficoltà di incontrare e raccontare l’umanità, quella a noi più prossima, restituendone un’immagine complessa, attraverso un esperimento filmico e narrative semplice ma rigoroso. Il film è uno spaccato vivido e disilluso che non esclude aperture positive.

vincitori ex aequo

Room without a view
di Roser Corella

Per la qualità e la ricchezza della ricerca. Per il coraggio di raccontare con rigore un tema urgente e necessario, e per farsi megafono della voce di migliaia di donne ridotte in stato di schiavitù da un sistema di sfruttamento legittimato dalla forma più estrema di capitalismo. L’autrice pone lo spettatore a contatto diretto con un’importante deriva della nostra società all’interno dello spazio domestico, ambiente private particolarmente vulnerabile.